
Correva l’anno 1360 quando la Lega Anseatica, associazione di mercanti sovra cittadina dell’Europa settentrionale, fondava nel porto di Bryggen a Bergen in Norvegia il cosiddetto “Fondaco dei Tedeschi”, meglio conosciuto come il villaggio anseatico. La politica estera della Lega di quelle città con sbocco sul Baltico, molte delle quali tedesche e tra cui ricordiamo Brema, Lubecca e Amburgo, consisteva nell’avere una propria base operativa nel centro nevralgico dei commerci marittimi in prossimità delle fonti di approvvigionamento. Venezia per il Mediterraneo e come porta d’Oriente; Bergen per il Mare del Nord e come porta privilegiata per accedere allo stoccafisso e alla carne di renna. Durante il Medioevo, prima della “Peste nera”, Bergen era Capitale del Regno e il porto più importante di Norvegia e dell’intera Scandinavia per quanto riguarda lo smercio dello stoccafisso (nome che deriva da stock = bastone + fish = pesce; pesce essiccato su pali di legno all’aria aperta come da tradizione vichinga, mentre il baccalà è invece il merluzzo conservato sotto sale e si rimanda alla tradizione iberica).
A quell’epoca circa due volte all’anno bastimenti provenienti del Nord della Norvegia e in particolare dagli arcipelaghi delle Isole Lofoten e Vesteralen trasportavano la materia prima nei magazzini tedeschi affacciati direttamente sull’antico porto di Bryggen a Bergen. Con un sistema simile ai canali veneziani, attraverso veri e propri percorsi navigabili che si snodavano tra gli stretti spazi che separavano le case di legno dei mercanti costruite su palafitte, tramite appositi argani fissati all’ultimo piano, la merce era poi scaricata direttamente dalla barca con l’intervento dell’apprendista del Mercante all’interno del magazzino posto all’ultimo piano degli edifici.
Il monopolio commerciale tedesco proseguì all’incirca per quattro secoli, agevolato dalla disastrosa situazione che si era venuta a creare dopo il passaggio in Europa dell’ epidemia della peste che in pochi anni flagellò molte Nazioni senza risparmiare la Norvegia, la cui popolazione non già di per sé molto numerosa venne dimezzata. In seguito la scoperta dell’America e la concentrazione del potere nelle mani dello Stato e non della Città ridimensionarono i volumi degli scambi di Bergen. Qui, la lingua tedesca è il villaggio anseatico rimasero in vita fino alla fine del 1700. La Lega anseatica (detta anche Hansa) è ancora molto popolare da queste parti, in quanto oltre ad identificare l’antico quartiere dei commercianti tedeschi, dà il nome anche alla bevanda locale preferita: la birra Hansa.

antica casa in legno del villaggio anseatico trasformata in birreria e ristorante tipico specialità norvegesi
All’interno del villaggio anseatico vigevano regole molto ferree. Una di queste per esempio vietava l’uso del fuoco. Un’altra negava l’accesso all’area da parte della popolazione norvegese e per alcuni periodi dell’anno anche alle donne tedesche anche se mogli di mercanti o di apprendisti. Il tipo di locande frequentate da allegre donnine, che si svilupparono nei dintorni del villaggio dei mercanti tedeschi, l’attuale Ovregatan ( letteralmente strada superiore) subito dopo la Chiesa di Maria e le cucine comuni (attuale Schottsstue Restaurant), testimonia che i contatti e gli scambi culturali con la popolazione locale avvenivano comunque al di fuori delle mura del “Lager “produttivo. La prima tappa del turista di passaggio a Bergen è sicuramente il villaggio anseatico di Bryggen. Attualmente a chi si reca in visita nella “Capitale dei fiordi” si presenta la stessa struttura architettonica in legno di inizio 1700, con viuzze molto strette non più navigabili a causa del prolungamento della banchina ma che mantengono intatto il fascino del passato. Un’esperienza notevolmente interessante, testimoniata dalla presenza di questo sito nella lista UNESCO dei beni patrimonio dell’Umanità da tutelare.

il pittoresco mercato del pesce a Bergen
Nel 1702 un gravissimo incendio rade al suolo quasi l’intera città. Memore degli errori del passato, la città di Bergen prevede da allora in poi la creazione di piazze pubbliche, le “Torgallmeningen”: contesti spaziosi in grado di accogliere persone ed evitare la propagazione delle fiamme in caso di incendio. La piazza più famosa della città è la Fisketorget, la piazza del mercato del pesce. Seconda attrazione della città dopo il villaggio anseatico, seguita dalla funicolare che porta a 300 m sul monte Floyen, una delle sette montagne che circonda la città che al giorno d’oggi conta una popolazione di 250 000 abitanti, la più densa della Norvegia dopo Oslo e popolata di studenti in quanto sede universitaria.

le matricole dell'Università in Norvegia sono solite festeggiare l'inizio dell'anno accademico ad agosto in modo molto goliardico
L’arteria pedonale e commerciale più importante è Torgallmeningata, situata in pieno centro storico, dove troviamo molti ristoranti e negozi, tra cui Sundt: il più antico grande magazzino della Norvegia, sul cui tetto spunta una guglia che fa svettare nel cielo la scultura del dio Mercurio, protettore del Commercio, ritratto mentre impugna una spada, con cui sembra in procinto di sfidare in un impari duello per la supremazia del cielo, la guglia della Chiesa di Giovanni, dedicata al culto luterano, che arriva a 60 metri di altezza. Spregiudicato! Come è giusto che sia il protettore dei Mercanti. E di Bergen. E degli abitanti di Bergen: i bergenser. Come il clima della Norvegia occidentale, che viene scandito inesorabilmente dalla pioggia per oltre 200 giorni l’anno. D’inverno può piovere anche oltre ottanta giorni consecutivi. Forse quella che impugna il dio Mercurio non è una spada: è un ombrello a cui il vento ha spazzato via la copertura! Nei suoi panni avrei desiderato essere Nettuno.

case tipiche in legno a Bergen
Ma chi nasce tra i fiordi, impara presto ad amare l’acqua e vive da sempre circondato da questo elemento e ama la sua città anche per quello. Quello che vogliono gli abitanti di Bergen è vedere il mare dalla propria finestra. E’ soprattutto per soddisfare questo desiderio che molti decidono di abitare fuori dal centro storico, in casette di legno arrampicate sulle pendici delle alture circostanti, in altre penisole o isole affacciate sulle tranquille acque del fiordo. Anche Grieg scelse Troldhaugen, “La collina dei troll”, ad una decina di kilometri dal centro, per condividere il suo nido d’amore con la moglie, che è poi diventato il loro mausoleo-museo, dove vengono periodicamente proposte mostre, visite guidate e eventi musicali ispirati all’illustre padrone di casa nativo di Bergen e autore delle musiche che accompagnarono la messa in scena di Peer Gynt di Ibsen in norvegese nel Teatro della città.

chiesa della croce miracolosa di Fana
Paradiso è una località situata alle porte di Bergen. Il suo nome va ricondotto alla leggenda della “Croce miracolosa di Fana”, antico centro medioevale ora inglobato nella municipalità di Bergen, che ospita una chiesa in pietra dove la gente del luogo ama sposarsi e al cui interno è conservata una croce che la leggenda narra essere stata rinvenuta in mare da due pescatori e che in passato ha dato prova di poteri miracolosi tra cui quelli di aver restituito la vista ad un cieco. Da allora è stata eletta a meta di sacro pellegrinaggio. Ai fedeli che si risvegliavano la mattina seguente la loro visita alla croce sembrava di svegliarsi in paradiso. Non è chiaro in quale misura contribuissero i poteri taumaturgici della croce e la bellezza del paesaggio con vista sul fiordo a far provare sensazioni estatiche diffuse. Soprattutto durante l’estate. Provare per credere!

punto panoramico con vista sul fiordo nei dintorni di Bergen
Cosa fare a Bergen:
- Passaggiare nelle vie del villaggio anseatico di Bryggen patrimonio UNESCO
- Assaggiare le specialità del folckloristico mercato del pesce
- Scattare foto panoramica di Bergen dalla sommità del monte Floyen raggiungibile tramite funicolare
- Visitare la casa museo di Grieg
Come arrivare:
- Norwegian
- SAS
- Alitalia
- KLM
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